Eros Mariani

Il primordiale e le origini sono una costante nella vita e nell’arte di Mariani.
Oltre a lavorare il ferro, come hanno fatto per millenni gli uomini preistorici, gli interessi dello scultore sono rivolti alle origini del territorio in cui vive, partecipando attivamente alle iniziative dei gruppi che operano ad Ozzano dell'Emilia.

Brevi estratti critici

Due figure umane, una lei e un lui, leggere, aggraziate, sonuose, slanciate ritratte nel momento di massima tensione poco prima che scappino via, balzano agli occhi dietro una delle vetrine di Atrebates, la Galleria d'Arte di Dozza. Sono due sculture dell'artista Eros Mariani (che vive e lavora a Osteria Grande, paesone lungo la via Emilia, tra Castel San Pietro Terme e Ozzano dell'Emilia). Lavora in un'officina, Eros Mariani, piegando il ferro alla propria volontà, proprio come un fabbro, ma anziché costruire inferriate e serrature, plasma la materia fino ad ottenere figure stilizzate. Da un materiale pesante, Mariani ricava figure leggere, esili, allungate, sempre protese verso l'alto. Il ferro è la sua seconda natura e lui lo forgia modellandolo a colpi di martello, mentre con l'altra mano brandisce la fiamma ossidrica per infuocare il metallo e renderlo docile al suo volere. Le sue donne, in particolare, sono piene di sensualità e si fanno notare per la gestualità, le mani affusolate, i corpi sinuosamente forgiati. Mariani ha iniziato a esporre nel 1980 e da lì è "partito" per tutto il mondo, continuando ad esporre vicino a casa.
Angela Marcheselli

 

 

 

 

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