
Due parole su di me... da me!
Sono nata a Bologna. Dopo le medie inferiori ho frequentato solo scuole artistiche; devo precisare che, per me, questo è un vanto: non sono improvvisata ma appartengo a quella che amo chiamare la "aristocrazia" dell'arte.
Ho fatto tesoro di ciò che mi è stato insegnato...ero lì per questo!
Ricordo molti insegnanti notevoli ma non riconosco loro influenze su ciò che ho fatto nel campo artistico.
Nel campo artistico sicuramente sono stata condizionata dall'incontro all'Accademia delle Belle Arti di Bologna con l'amico Pietro Lenzini, anche lui da sempre attivo nel campo dell'Arte.
Devo molta riconoscenza all'apertura mentale dei miei genitori che non hanno intralciato le mie scelte e mi hanno insegnato a viaggiare .
Riconosco la grande importanza delle esperienze fatte viaggiando in paesi molto stimolanti, prima con scopi culturali poi sempre più alla ricerca di sensazioni magiche e di nuove emozioni: un pellegrinaggio nell'Himalaya, la pista centrale dell'Afganistan, i merletti dell'architettura Yemenita, il tempio della Tigre in Bhutan, Angor Wat e Palenque e Tikal e Guilin e...da ultimo anch'io, perchè no ..... dai colori della Provenza.
La Provenza visitata non più come semplice viaggiatrice, ma come insegnante- accompagnatrice dei numerosi scambi culturali fatti con la mia amica-collega Alessandra Martelli con le classi della sezione H del liceo scientifico E. Fermi di Bologna.
Riconosco dunque l'importanza di tutte queste esperienze a volte inconsuete che oramai fanno parte di me e che hanno contaminato la cultura occidentale in cui sono quotidianamente immersa e, da ultimo, grande importanza anche il contatto con le allieve/i incontrati nella mia quasi quarantennale attività di insegnante: "ragazzi è stato un piacere!"
Emma Civallero
Bologna, 14 Novembre 2006
Note critiche
S.Cuppini, La stanza, il palazzo, il muro, in Emma Civallero,"Le metamorfosi", Circolo ACLI-Centro Universitario, Urbino 1989; Istituto di cultura Casa Giorgio Cini, Ferrara 1990.
"Il colore si distende ora caldo ora freddo, sostanza impalpabile che dissolve la linea facendola vibrare in uno spazio che non è soltanto bidimensionale ma è alla ricerca di un volume, di una profondità della memoria".
R.Vitali, Le metamorfosi di Emma Civallero, in "Mongolfiera",118, 26/2/1990.
"Le composizioni di Emma Civallero ci appaiono sospese fra sogno e astrazione grazie ad una componente ritmico/musicale sviluppata attraverso il danzare dei segni".
G.Zagni,"Un'artista affascinata dall'Oriente" Incontro con Emma Civallero, in "Tredi", II, 5, 26/3/1993, p.3.
"Come fantasmi appaiono le sue figure "parlanti" o seminascoste tra le ombre come testimoni discreti di quanto avviene sul "palcoscenico" che è rappresentato dalle figure principali del quadro".
D. Bellotti, Emma Civallero Collettiva:"Dipinti e Sculture"
ART JOURNAL, III, Maggio-Giugno 2008, p.24,
"Ha da tempo raggiunto la definizione di uno stile che la contraddistingue; i tratti delle sue figure, i volti delineati in punta di pennello, i profili dei corpi si compongono nelle sue opere con una frammentazione di elementi, in un ordine grafico assolutamente personale, che a volte si risolve in una raffinata commistione di elementi astratti e di eleganti trasparenze"




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