Maurizio Boiani

Tra i tanti temi che appassionano e coinvolgono Maurizio Boiani nella effettuazione di opere calcografiche, trovano indubbiamente privilegio e priorità le vedute con imponenti edifici storici del passato e la natura, colta essenzialmente nei suoi caratteri primari, fatti di immensi cieli e di limpide acque, di amene campagne e di lussureggianti vegetazioni. Raffigurazioni distribuite, di norma, su successivi differenti piani, in bell’ordine e ligia prospettiva, entro un clima di sereno nitore e di luminosità. Aspetti, ora del creato ora realizzati dall’uomo, delineati con tratti minuziosi, ordinati e precisi, nel rispetto di autentica realtà, ma con al loro interno poi anche tutta una magica energia, una forza vitale in grado di testimoniare l’appassionato trasporto, la viva partecipazione dell’artista nel conferire fattezze e aspetto ad ogni personale piano creativo. Particolarità oltremodo efficaci, sia nel sommesso respiro delle pareti di castelli, torri e portali (per effetto anche di ravvivato scultoreo tratteggio) sia nel flebile alitare di cento differenti verzure, disseminate lungo i bordi d’uno specchio d’acqua, su vaste spianate, al limite dell’infinito, dove logicità e fondatezza si dissolvono nel nulla. In un niente emblematico, arcano, che induce la mente umana, estraniatasi in un secondo momento dall’oggettività raffigurata, a pensare ad infinite cose, a riflettere. Chè la vera arte ha proprio questo intento, non soltanto di appagare la vista, bensì di dialogare con l’intelletto umano, di arricchire sempre ulteriormente lo spirito, l’io intimo della persona.
Sollecitazioni che emergono quindi dalle stesse nature morte di questo raffinato incisore, opere che, al di là del fascino suscitano da taluni forti toni chiaroscurali e da netti e decisi contrasti tra radiose luminescenze e tenebrose ombre, racchiudono in sé tutto un particolare lirismo, una delicata poesia che le vivacizza stupendamente, che le aggrazia e affina in modo specifico, unico. Emulazione in qualche caso – verrebbe di dire – con certuni grandi maestri del passato, i quali, avendo lasciato traccia profonda della loro operosità creativa, riescono ancor oggi attrarre a sé e a far nascere nuovo interesse, nuova passione per la raffigurazione artistica, per l’immagine impressa.
Guarda sicuramente ad essi, con enorme curiosità ed interesse, anche Maurizio Boiani, convinto che per poter davvero oggi avanzare nuove proposte nel campo della calcografia sia indispensabile uno studio a ritroso, una ricerca in direzione delle fonti, delle origini di questa forma espressiva artistica da molti ancora assai apprezzata e amata.

Paolo Tieto

 

 

 

 

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